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Che cos’è e se è possibile prevenire la paralisi cerebrale infantile

La paralisi cerebrale infantile è un danno che il bambino può subire alla nascita. I genitori sono costretti ad affrontare un percorso impegnativo non soltanto psicologico e fisico ma anche economico. Ciò per aiutare a migliorare la qualità di vita del loro figlio.

Che cos’è la paralisi cerebrale infantile?

La paralisi cerebrale deriva da una lesione o difetto, non progressivo, del cervello in via di sviluppo, che colpisce la postura e i movimenti. Purtroppo per essa non c’è al momento guarigione, tuttavia tende a non peggiorare, perché non va incontro a fenomeni degenerativi. La paralisi cerebrale è la disabilità fisica più comune nell’infanzia. Soltanto in Italia i bambini afflitti da tale patologia sono 50.000. Un bambino ogni 400 nati subisce una paralisi cerebrale, e circa il 40% di questi casi riguarda nascite premature o bambini di peso inferiore a 1.5 kg.

Quali sono le cause di paralisi cerebrale infantile?

Ci sono varie cause che possono portare ad una lesione cerebrale del bambino durante la nascita o in prossimità di questa. Alcune delle più comuni cause sono:

  • Una diminuzione dell’afflusso di ossigeno nel cervello a causa di un travaglio e parto prolungato.
  • Un’infezione materna non trattata correttamente.

Ci sono diversi tipi di paralisi cerebrale infantile?

La paralisi cerebrale crea problemi motori che possono interessare diverse parti del corpo, iniziando da un lato soltanto (un braccio e una gamba), arrivando ad interessare entrambe le braccia, le gambe, i muscoli del tronco, del volto e della bocca. Nonostante ciò, la maggior parte dei bambini con paralisi cerebrale saranno in grado di camminare. Questo tipo di lesione fortunatamente non danneggia la parte del cervello che interessa lo sviluppo psicologico.

Il più comune tipo di paralisi cerebrale viene classificato come Spastica, e coinvolge circa il 75% dei casi. In questi contesti i muscoli colpiti appaiono rigidi e stretti, ciò in quanto il danno compromette la corteccia motoria. Un’altro tipo è la paralisi cerebrale Discinetica, che interessa circa il 6% dei casi, è invece un danno ai gangli basali e causa principalmente movimenti involontari. C’è pure la paralisi cerebrale Atassica, causata da danni al cervelletto, è caratterizzata da movimenti traballanti, e crea problemi di equilibrio.

Esiste inoltre la paralisi cerebrale Mista che, come indica il titolo, è frutto di una combinazione delle varianti già descritte.

Quando viene diagnosticata la paralisi cerebrale?

I sintomi di una paralisi cerebrale possono essere vari, ma solitamente ad un bambino viene diagnosticata entro i primi due anni di vita.

Può capitare anche che il pediatra identifichi immediatamente dopo il parto, alcuni sintomi precoci nel neonato come la difficoltà nel respirare, convulsioni, oppure la mancanza di tono muscolare. Ma sono spesso i genitori a notare un ritardo nel raggiungere le previste tappe dello sviluppo neuromotorio, come gattonare, star seduto o camminare. A questo punto è importante che intervenga un medico specialista che deciderà quali esami neurologici andranno eseguiti, come ad esempio la risonanza magnetica, la tomografia del capo, il test dell’udito e vista ecc.

Si può prevenire?

Purtroppo, data la poca prevedibilità delle cause che provocano tali lesioni, non si può disporre di una specifica prevenzione. Tuttavia ci sono alcune condizioni che aumentano i fattori di rischio, che possono essere evitati a patto che i medici seguano le linee guida in maniera corretta e tempestiva. Con un giusto ed adeguato trattamento e monitoraggio del bambino e della mamma durante il parto, fattori di rischio come ad esempio infezioni, emorragie, ictus, ittero ecc. possono essere drasticamente ridotti.

Quali sono i trattamenti?

Purtroppo, a tutt’oggi, ancora non esiste una cura per la paralisi cerebrale, ma vi sono terapie mirate che possono migliorare la qualità di vita del bambino. Il principale obiettivo dei trattamenti è quello di aiutare il bambino a diventare il più indipendente possibile. Il bimbo durante la crescita può avere anche la necessità di affrontare degli interventi chirurgici che possono risolvere varie problematiche:

  • Per alleviare dolore e la spasticità, intervenendo sui nervi vicini al midollo spinale
  • Per controllare il reflusso gastroesofageo
  • Per agevolare l’alimentazione attraverso l’inserimento di tubi
  • Per curare le contratture

L’ortopedico, il fisiatra, il neuropsichiatra, il fisioterapista diventano anche loro fondamentali nella vita e nello sviluppo del piccolo. Sono impegni e costi non indifferenti che una famiglia deve affrontare praticamente per tutta la vita.

La nascita di un figlio è un evento meraviglioso e le famiglie che ricevono una tale diagnosi sul proprio bambino rimangono, comprensibilmente, devastati. Purtroppo a volte le paralisi cerebrali sono la conseguenza di errori commessi da un dottore o da altro personale medico. Visto che una famiglia con un bambino affetto da paralisi cerebrale deve affrontare numerose difficoltà e sfide, sarebbe consigliabile avere una consulenza da un avvocato specializzato in lesioni neonatali, per verificare se vi sia stata negligenza.

Quanto tempo ho per fare una causa per malasanità?

Ultimamente la legge sulle prescrizione è cambiata, ma i tempi previsti per fare causa sono di 10 anni, da quando i genitori siano venuti a conoscenza della lesione subita. Se pensate che il vostro bambino abbia subìto una paralisi cerebrale, la prima cosa da fare è di sentire il parere di un avvocato con esperienze in questa materia. Ciò per capire se vi sono tutti gli elementi necessari per avviare una richiesta di risarcimento

I genitori sono chiamati, per la vita, a dover sostenere i pesi dell’infermità del figlio, nonché i conseguenti risvolti psicologici e sociali. Laddove fosse quindi riscontrata negligenza medica, è giusto che almeno vengano sollevati dalla gravosità del peso economico.

Lo studio Antonini fornisce consulenza gratuita in tutta Italia per casi di danni subiti alla nascita.

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